Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

A nascere all'inizio del secolo, in una famiglia di contadini poveri, a Cernusco o altrove in Italia, uno non poteva sognare la luna, le sue scelte erano estremamente limitate, e con ciò aveva un "destino". Oggi le alternative di ciascuno sono molte di più, la mobilità sociale ha aperto a tutti la possibilità di aspirare a qualsiasi cosa, ma con ciò nessuno è più "predestinato" a nulla. È forse per questo che la gente è sempre più disorientata e incerta sul senso della propria vita. A Cernusco, oggi, i bambini non muoiono più come le mosche, e nessuno alla domanda: "E tu, che cosa vuoi fare da grande?" risponderebbe: "Il missionario in Birmania". Ma la loro vita ha oggi più senso di quella dei bambini che un tempo potevano rispondere così? Le suore di Kengtung non avevano alcun dubbio sul senso della loro. E il senso della mia? Me lo chiedo, come tutti, spesso. Certo che uno non nasce "per fare il giornalista". Quando, da piccolo, i parenti mi bombardavano con quella solita, stupida domanda che pare debba essere inflitta a tutti i bambini di tutti i paesi e forse di tutti i tempi, io li facevo regolarmente arrabbiare perché rispondevo cambiando di volta in volta mestiere e alla fine inventandomene di quelli che non esistevano. È un'aspirazione che continuo ad avere. - "Un indovino mi disse" di Tiziano Terzani